mercoledì 27 aprile 2011

Šaric


Era già il crepuscolo: in silenzio, solo mi misi a passeggiare dietro alle camerate, lungo la palizzata e vidi il nostro Šarik che correva diretto verso di me. 

Šarik era il cane della prigione, come vi è il cane della compagnia, del battaglione, dello squadrone. Esso viveva nel penitenziario da tempo immemorabile, senza appartenere a nessuno, teneva tutti come suoi padroni, e si nutriva dei rifiuti della cucina. Era un cane da cortile,  piuttosto grande, nero chiazzato di bianco, non molto vecchio, con gli occhi intelligenti e la coda sfioccata. 
Nessuno lo aveva mai accarezzato, nessuno faceva la minima attenzione a lui. 

Fin dal primo giorno io gli feci qualche carezza e gli diedi da mangiare del pane nella mia mano. Quando lo accarezzavo, stava fermo e mi guardava affettuosamente, e in segno di gioia agitava pian piano la coda. 
Ora, non avendomi veduto per un pezzo (io ero il primo che in tanti anni avesse avuto l'idea di accarezzarlo), s'era messo a correre e a cercarmi in mezzo a tutti, a cercarmi dietro alle camerate, e quando mi vide mi saltò incontro abbaiando. 

Non so cosa mi prendesse ma cominciai a baciarlo, ad abbracciargli la testa; lui mi poggiò le zampe anteriori sulle spalle e si mise a leccarmi il viso. "Ecco l'amico che mi manda la sorte", pensai, e ogni volta che, in quel primo penoso e triste tempo, io tornavo dal lavoro, prima di andare dovunque, mi affrettavo dietro alle camerate, con Šarik che saltellava davanti a me, abbaiando di gioia, gli prendevo la testa e lo baciavo, lo baciavo, e un senso di dolcezza e nello stesso tempo di tormentosa amarezza mi stringeva il cuore. 

Mi ricordo che piacere provavo pensando (e quasi mi gloriavo del mio tormento) che in tutto il mondo mi restava soltanto un essere che mi amava, che mi era attaccato, un amico, un unico amico, il mio cane fedele Šarik. 

lunedì 18 aprile 2011

Un uomo buono


 "Da tempo mi tormentava un’idea, ma avevo paura di farne un romanzo, perché è un’idea troppo difficile e non ci sono preparato, anche se è estremamente seducente e la amo. Quest’idea è raffigurare un uomo assolutamente buono. Niente, secondo me, può essere più difficile di questo, al giorno d’oggi soprattutto..." Fedor

domenica 17 aprile 2011

Subsonica al Futur show


 

La voglia di andare a sentire i Subsonica dal vivo era tanta. Così tanta da dimenticare che assistere ad un concerto al Futur Show di Bologna (ex Palamalaguti) è una vera tortura. I Sub sono stati grandiosi, 2 ore e più di bella musica, il pubblico era caldo ed entusiasta. Ma quando ci si "ferma" ad ascoltare la musica non è alto che un rimbombo mostrusoso, uno schifo. Una vera vergogna la pretesa da parte dei "proprietari" di continuare ad organizzare concerti dentro ad un palazzetto dello sport che acusticamente MASSACRA ogni suono che esce. Peccato, sarebbe stato un gran bel concerto... se avessimo potuto ascoltarlo.